Tè verde: la storia, le varietà, la composizione (seconda parte)

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COMPONENTI DI INTERESSE

I componenti attivi nel tè verde sono una famiglia di polifenoli e flavonoidi che hanno un’imponente attività antiossidante. I tannini, grandi catene molecolari di polifenoli, formano la maggior parte dei composti attivi nel tè verde, e con le Catechine, arrivano quasi al 90% di questi. 10)

Il tè verde contiene sali di sodio, potassio e nichel. Contiene anche rame, ferro, silicio, aluminio, magnesio, fosforo, e calcio, benché alcuni di questi perdano la loro solubilità con l’invecchiamento delle foglie. Altro importante minerale del tè è il fluoro. L’olio essenziale distillato dal tè è giallo e ha un forte odore, causa dello stesso aroma del tè. Il tè contiene tannini catechinici e derivati polifenolici, come i flavonoidi kaempferolo, apigenina, luteolina, quercetolo e miricetolo.

I componenti più conosciuti del tè verde, nonché i più apprezzati per i loro effetti, sono senza dubbio le basi xantiniche, la principale delle quali è la caffeina, anche se sono presenti anche teofilina e teobromina (come nel cioccolato). La presenza di vitamine nel tè verde è minima, però costituiscono comunque un arricchimento della bevanda, dato che questa contiene le vitamine A, B, C, E e bioflavonoidi.

Si considera che il tè con la maggior quantità di principi attivi altamente benefici per la salute umana sia il tè verde.(1)

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Ora una piccola spiegazione dei principi attivi più interessanti del tè verde:

I FLAVONOIDI

Flavonoidi (dal latino flavus, “giallo”) è il termine generico con il quale si identificano una serie di metaboliti secondari delle piante. Sono sintetizzati a partire da una molecola di fenilalanina e tre di malonil-CoA. (1)

flavonoidi costituiscono una classe di composti polifenolici di ampia distribuzione nel regno vegetale. Sono fenil-benzopironi a basso peso molecolare derivati dall’unione di tre anelli (A, B, C), due dei quali aromatici.

Si trovano nelle piante generalmente in forma di glicosidi e costituiscono i pigmenti giallo, arancio, azzurro e rosso dei fiori. Agiscono come attrattori visivi per favorire l’impollinazione, come meccanismo di difesa contro l’attacco di insetti e microrganismi, ma anche come protezione contro le radiazioni per le loro proprietà antiossidanti.

All’inizio i flavonoidi sono stati chiamati vitamina P (dalla parola permeabilità) e anche vitamina C2 (perché fu provato che alcuni flavonoidi avevano proprietà simili alla vitamina C).

Una tazza di tè verde o un bicchiere di vino rosso possono apportare fino a 200 mg di flavonoidi totali; una cipolla, 40 mg/100g; un’insalata verde, 1 mg/100g; una mela, 6-10 mg; una pesca 1-2 mg; un’arancia 10 mg.

La rutina, l’etil-rutoside, si impiega nel trattamento dei disturbi circolatori così come la diosmina. Gli estratti di Ginkgo biloba sono impiegati come antiedematosi in caso di accidenti cerebrovascolari e anche come antiossidanti.

La silimarina è una miscela di Flavolignani estratti dal cardo mariano (Sylibum marianum)e viene utilizzata come epatoprotettore.

Gli estratti di Mirtillo  (Vaccinum myrtillus) come coadiuvatori del sistema visivo. (5)

Sono stati indentificati più di 5.000 flavonoidi, tra i quali si possono evidenziare:

Citroflavonoidi: quercetina, esperidina, rutina, naringina e limonene. La quercetina è un flavonoide giallo verdognolo presente in cipolle, mele, broccoli, ciliegie, uva e cavolo nero. L’esperidina si trova nelle bucce di arancia e di limone. La naringina dà il sapore amaro a frutta come l’arancia, il limone e il pompelmo mentre il limonene è stato isolato da limone e lime.

Flavonoidi della Soia i isoflavonoidi (isoflavoni): sono presenti in alimenti con soia come i fagioli di soia, il tofu, il tempeh, il latte di soia, le proteine vegetali testurizzate, la farina, il miso. I due più conosciuti sono la genisteina e la daidzeina.

Proantocianidine: si trovano nei vinaccioli, nel vino rosso, e nell’estratto di corteccia di pino marittimo (Picnogenolo).

  • Antocianidine: sono pigmenti vegetali responsabili dei colori rosso e rosso azzurrino del bluastru delle ciliegie.
  • Acido ellagico: è un flavonoide che si incontra in frutta come l’uva e in diverse verdure.
  • Catechina: contenuta nel tè verde e nero.
  • Kaemferolo: si trova nei porri, broccoli, ravanello, indivia e barbabietola rossa. (6)

LE CATECHINE

NUTRIIZONE ORTOMOLECOLARE

Le foglie fresche dell’albero del tè verde contengono un’alta quantità di flavonoli (derivati dei flavonoidi) di struttura monomerica, conosciuti come catechine (7). Le principali catechine presenti nel tè verde sono la epicatechina (EC), la epigallocatechina (EGC), la epicatechinagallato (ECG), e la epigallocatechinagallato (EGCG): quest’ultima è la più abbondante nel tè.

Quando le catechine entrano in contatto con le polifenol ossidasi, come ad esempio quando si arrotolano le foglie di tè per la produzione dell’ oolong e del tè nero, l’ossidazione produce strutture dimeriche e polimeriche dei flavonoidi dando origine alle teaflavine (strutture dimeriche) e alle tearubigine (strutture polimeriche), che sono i derivati che donano il colore e sapore caratteristici al tè nero (8). In questa forma, il tè verde contiene un’alta concentrazione di catechine e una bassa quantità di teaflavine e tearubigine, l’oolong contiene quantità intermedie di questo prodotto, e il tè nero contiene basse quantità di catechine e alte quantità di dimeri e polimeri. (9). Queste differenti composizioni sono responsabili, principalmente, dei differenti effetti fisiologici atttribuiti ai tre tipi di tè di maggior consumo.

Una tipica infusione di tè verde preparata a partire da un grammo di foglie di tè e 100 ml di acqua calda apporta approssimativamente 250-350 mg di materiale solido, costituito da un 35-45% di catechine (nei loro diversi gradi di polimerizzazione) e da un 6% di caffeina. (2).

Effetto sui radicali liberi

Numerosi studi hanno dimostrato, utilizzando differenti modelli sperimentali, che le catechine e i polifenoli in generali, mostrano un effetto antiossidante. Questi composti sono sequestratori di specie reattive di ossigeno di carattere radicalizzante e di rilevanza fisiologica e patologica, come i radicali liberi superossidi (.O2-), il radicale libero idrossile (.OH-), i radicali liberi perossinitiriti (.ONOO-) e ipoclorosi (.ClO-) (2).

 Effetto sugli enzimi perossidasi

NUTRIZIONE ORTOMOLECOLARE

Gli enzimi lipossigenasi e ciclossigenasi, coinvolti nella cosiddetta “cascata dell’acido arachidonico” che conduce alla formazione di una varietà di prostaglandine, trombossani, prostacicline e leucotrieni, possono co-ossidare altre molecole. Gli enzimi lipossigenasi e ciclossigenasi, coinvolti nella cosiddetta “cascata dell’acido arachidonico” che conduce alla formazione di una varietà di prostaglandine, trombossani, prostacicline e leucotrieni, possono co-ossidare differenti molecole nei loro substrati naturali (acido arachidonico e acido eicosapantaenoico) (2).

I polifenoli del tè verde inibiscono in vitro selettivamente la COX-II, per cui potrebbero esercitare une ffetto inibitorio nello sviluppo di certi tipi di cancro, come il cancro del colon. I polifenoli del tè inibiscono anche l’enzima xantino-ossidasi. Questo enzima catalizza l’ossidazione di xantina e di ipoxantina (prodotte nella metabolizzazione delle basi puriniche degli acidi nucleici) in acido urico mentre questi riducono l’O2 a O2- e a perossido di idrogeno (H2O2), entrambi potenti antiossidanti. (2).

Effetto sugli enzimi della fase II di metabolizzazione degli xenobiotici

Gli enzimi epatici che partecipano alla fase II di detossificazione dagli xenobiotici, processo metabolico preceduto dalla fase I in cui avvengono processi di ossidazione, riduzione e idrossilazione, promuovono l’escrezione di sostanze cancerogene o procancerogene, evitando così i loro effetti induttori di processi tumorali. Una delle principali attività della fase II è realizzata da un gruppo di enzimi identficati come glutatione-S-tranferasi. (GST). Il tè verde e i polifenoli del tè verde producono una sovraespressione delle GST, aumentando la loro quantità nel fegato e facilitando così il processo di detossificazione dagli xenobiotici, particolarmente di quelli con attività procancerogena. (2).

EFFETTO PROTETTIVO DAL CANCRO

Le sostanze con attività antiossidante, come quelle presenti nel tè verde, usate in vitro mostrano una importante funzione citoprotettiva nelle differenti tappe di evoluzione di un cancro.

La trasformazione da procancerogeno a cancerogeno è conosciuta come “attivazione metabolica” e  la loro inibizione è la chiave per evitare l’inizio di un processo cancerogeno. I polifenoli del tè verde inibiscono in vitro la formazione delle nitrosamine, un gruppo di cancerogeni che si forma a causa dell’attivazione metabolica di prodotti come la combustione del tabacco, presente nel fumo aspirato dal fumatore o anche dal masticatore di tabacco.

I polifenoli del tè verde inibiscono anche la trasformazione delle ammine eterocicliche formate durante il processo di sovracottura della carne (arrosto), e che sono potenti agenti cancerogeni. La EGCG inibisce in vitro l’attività degli enzimi della fase I evitando l’attivazione di procancerogeni e cancerogeni, e induce in vivo la sintesi di enzimi della fase II, promuovendo la coniugazione e l’escrezione di carcinogeni attivi (2).

Il tè verde pare avere un’attività preventiva di molti tipi di cancro: pelle, polmoni, bocca, esofago, stomaco, colon, pancreas, vescica e prostata.

I flavonoidi possono essere i responsabili dell’effetto del tè verde nella modulazione delle vie cellulari che provocano la trasformazione delle cellule da sane a cancerogene. La EGCG e la ECG inibiscono in vitro l’attività di varie chinasi, metilasi e acetilasi, potendo così inibire la crescita tumorale.

Studi su animali sembrano dimostrare che il consumo di tè blocca parzialmente le reazioni di attivazione di cancerogeni che coinvolgono il citocromo P450 epatico. Si è evinto che la EGCG blocca il ciclo cellulare di cellule in vitro nella tappa G 1 (fase primaria del ciclo divisione cellulare) e induce l’apoptosi delle cellule tumorali. (11)

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La caffeina e la catechina, componenti principali del tè, si sono dimostrate in studi in vitro come inibitori del ciclo cellulare delle cellule cancerogene, in studi in vivo inducono la morte cellulare programmata.(17)

Tumore della vescica. Uno studio che comparava donne con e senza cancro alla vescica ha dimostrato che le donne che assumevano tè nero e verde erano meno propense a sviluppare in cancro alla vescica. (19)
Tumore alla mammella. I polifenoli del tè verde inibiscono la crescita di cellule cancerose alla mammella in studi su animali. (19)
Un altro studio riporta che le donne con meno di 50 anni che consumano 3 o più tazze di tè al giorno erano al 37% in meno propense a sviluppare il cancro alla mammella rispetto a quelle che non bevevano tè. (19)

Tumore dell’esofago. Studi su animali di laboratorio hanno dimostrato che i polifenoli del tè verde inibiscono la crescita di cellule cancerogene nell’esofago. (19)

 Tumore del polmone. I polifenoli del tè verde si sono dimostrati inibitori della crescita di cellule tumorali in provetta. (19)

Cancro al pancreas. In uno studio su larga scala i consumatori di tè si sono rivelati meno propensi a sviluppare il cancro rispetto a quelli che non ne bevevano. (19) Coloro che bevevano più tè erano al 37% meno propensi a sviluppare il cancro del pancreas.

Cancro alla prostata. Studi di laboratorio hanno trovato che gli estratti di tè verde evitano la crescita di cellule cancerogene della prostata in provetta. (19)

Cancro della pelle. Studi scientifici suggeriscono che le EGCG e i polifenoli del tè verde hanno proprietà antinfiammatorie che possono aiutare la prevenzione nello sviluppo e crescita di tumori della pelle. (19)Schermata 2017-07-10 alle 17.59.09
FINE SECONDA PARTE

Traduzione Giorgio Carducci

 

 Sr. Pascual Martinez (Barcellona)

Dietista Nutrizionista (Membro dell’Associazione Spagnola Dietisti-Nutrizionisti)

Vitacultor por Instituto Español de Vitacultura y Antroponomía, Máster en Musicoterapia Aplicada por la A.H.A.M.A., Naturopatia y Homeopatia por C.E.N.A.C.

Contatto: www.lasendanatural.com

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Bibliografia (in lingua)

1. Wikipedia
2. EL CONSUMO TE Y LA SALUD:(Alfonso Valenzuela B.) Laboratorio de Lípidos y Antioxidantes, Instituto de Nutrición y Tecnología de Alimentos, Universidad de Chile. Santiago, Chile.
3. (Extracto del libro “Tiempo de té” de Inés Bertón)
4. 
http://es.geocities.com/elteysuhisotira/
5. Los Flavonoides como Promisorios Agentes Preventivos y Terapéuticos Virginia Martin. Acta Farnz. Bonaerense 19 (4): 303-8 (2000)
6. Los flavonoides: propiedades y acciones antioxidantes S. Martínez-Flórez, J. González-Gallego, J. M. Culebras* y M.ª J. Tuñón Departamento de Fisiología, Universidad de León y *Hospital de León. España
7. Vinson J, Dabbagh Y, Serry M, Jang J. Plant flavonoids, especially tea flavonols, are powerful antioxidants using an in vitro oxidation model for heart disease. J Agric Food Sci 1995; 43: 2800-2802.
8. Balentine DA, Wiseman SA, Bouwens LC. The chemistry of tea flavonoids. Crit Rev Food SciNutr 1997; 37: 693-704.
9. Higdon JV, Frei B. Tea catechins and polyphenols: health effects, metabolism, and antioxidant functions. CritRevFoodSciNutr 2003; 43: 89-143.
10. EL CONSUMO TE Y LA SALUD: CARACTERÍSTICAS Y PROPIEDADES BENEFICAS DE ESTA BEBIDA MILENARIA Revista chilena de nutrición versión On-line ISSN 0717-7518
11. 
http://www.lambertsusa.com/articles.php?content_id=111&zx=1280
12. Benzie IF, Szeto YT, Strain JJ, Tomlinson B. Consumption of green tea causes rapid increase in plasma antioxidant power in humans. Nutr Cancer. 1999; 34(1):83-7.
13. Dulloo AG, Duret C, Rohrer D, Girardier L, Mensi N, Fathi M, Chantre P, Vandermander J. Efficacy of a green tea extract rich in catechin polyphenols and caffeine in increasing 24-h energy expenditure and fat oxidation in humans. Am J ClinNutr. 1999 Dec; 70(6):1040-5.
14. 
http://www.itoen.co.jp/eng/allabout_greentea/components_benefit.html

 

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