Biodisponibilità dei Minerali Nella Nutrizione Umana

All’interno dell’offerta commerciale degli integratori dietetici e più specificamente nel campo dei preparati a base di vitamine, minerali, aminoacidi, fitonutrienti e acidi grassi, possiamo trovare una grande varietà di questi ultimi sia come integratori del singolo elemento sia in forma di complessi sinergici risultanti dall’unione di vari di questi principi nutrienti ed è per questo motivo che possiamo incorrere nella difficoltà di comprendere quale sia il più adeguato ed efficace.

Per ciò che riguarda i minerali non possiamo non farci domande riguardo alla loro biodisponibilità, ma prima di far questo dobbiamo chiederci: che cos’è la biodisponibilità?

Esistono diverse definizioni di biodisponibilità, però in generale questo concetto si riferisce alla proporzione di sostanza nutritiva che il nostro organismo assorbe dagli alimenti e che utilizza per le normali funzioni dell’organismo.

La biodisponibilità di un nutriente dipende da fattori esterni e da fattori interni. Tra i fattori esterni includiamo da un lato la tipologia alimentare e la forma chimica del nutriente in questione, mentre per citare alcuni dei fattori interni possiamo prendere in considerazione il sesso, l’età, la dieta, la fase della vita (per esempio la gravidanza).

Dato che alcuni aspetti come lo stato nutrizionale determinano anche la quantità di un nutriente che il corpo utilizza, conserva o espelle, la definizione di biodisponibilità che verrà utilizzata in questo articolo si limita la frazione di nutriente effettivamente assorbita.

Una corretta biodisponibilità si ottiene facendo sì che i minerali che vogliamo veicolare si associno a un substrato che sia riconoscibile nella cellula dell’organismo affinché possa essere incorporato nei cicli metabolici dello stesso. A tal proposito possiamo fare l’esempio di un minerale inorganico come il ferro che non può essere riconosciuto e/o incorporato dall’organismo mentre un bisglicinato adempie perfettamente alla funzione di essere riconosciuto e incorporato all’interno dei sistemi cellulari. In questo modo le sostanze minerali si trasformano nel loro corrispettivo digeribile.

Biodisponibilidad minerales (quelato)In ogni modo tutti i minerali che si incontrano in natura si trovano uniti a livello molecolare da altre sostanze – chiamate ligandi –  che formano quello che è conosciuto con il nome di chelato, il cui nome proviene dal greco “chelé” (letteralmente significa pinza): infatti l’immagine rappresentativa di un chelato è proprio quella di un granchio che trattiene un minerale per rilasciarlo al momento giusto nel lume intestinale verso il sangue o la linfa.

Per determinare quali sono i migliori veicoli per trasportare efficacemente minerali all’interno delle cellule inizialmente dobbiamo distinguere tra:

a) FORME INORGANICHE come solfati fosfati carbonati e ossidi. Essi hanno un livello di assorbimento basso (da 1% al 25%). Questi minerali posseggono una carica magnetica inadeguata per poter essere assorbiti dall’intestino: infatti per attraversarlo bisogna che siano nella loro forma neutra (non polare). In questo modo si possono oltrepassare le giunzioni strette delle cellule del lume intestinale e raggiungere così il torrente sanguigno e linfatico. Di solito i metalli inorganici sono meno efficaci delle forme organiche e presentano più effetti secondari come nel caso delle intolleranze gastrointestinali provocate dal ferro inorganico.

b) FORME ORGANICHE tra le quali distinguiamo i sali organici e gli aminoacidi:

b.1) SALI ORGANICI:  sono forme minerali chelate con acidi organici che includono: gluconati picolinati, citrati, lattati, lieviti arricchiti, ecc. Si incontrano solitamente in una forma che conosciamo in generale con il termine chelazione minerale. Si definisce chelato l’unione tra un minerale e la sua forma ionica (ovvero come particella caricata elettricamente) e un ligando (acido organico, ecc.). Il chelato nella sua forma elettrica neutra non polare è ben accolto dal lume intestinale che possiede una carica negativa e questo gli permette facilmente il passaggio. Alla fine i minerali passano per diffusione semplice attraverso la membrana cellulare. Questi presentano livelli di assorbimento tra il 25% e il 45%.

b.2) AMMINOCHELATI: sono quelli che impiegano gli aminoacidi come agenti chelanti. Tra essi spiccano in particolar modo i bisglicinati che contengono due molecole di ligando (in forma di glicina) e una mole di minerale cosi come mostrato in figura.

Aminoquelado

Questi presentano un alto tasso di assorbimento (dal 60% all’80%) e possiedono, inoltre, una corretta costante di stabilità, ovvero la capacità che possiede un chelato di mantenersi unito mentre attraversa la barriera gastrica al fine di poter “lasciar andare” lo ione minerale nel lume intestinale. inoltre non provocano nessun problema a livello gastrointestinale. Attualmente sono i più più biodisponibili in quanto la loro carica nutrizionale è assimilata con facilità dall’organismo e ben incorporata dalle cellule.

È importante inoltre mostrare nelle etichette dei preparati commerciali la forma nella quale un minerale è stato formulato. Sapendo la sua quantità (solitamente in mg o mg) e moltiplicandola per la sua percentuale biodisponibile conosceremo la quantità di minerale che approssimativamente il nostro corpo assorbirà. Infine possiamo riassumere la biodisponibilità dei minerali spiegata in questo articolo con la seguente tabella.

 

FORMA MINERALE NATURALE                        % DI ASSORBIMENTO

 

Amminochelati (glicinati       Organico                      60-80%

e bisglicinati)

 

Picolinati                                  Organico                     60-70%

 

Citrati                                       Organico                          45%

 

Gluconati                                 Organico                    20-25%

 

Lattati                                       Organico                    20-25%

 

Carbonati                                Inorganico                    5-20%

 

Ossidi                                        Inorganico                   5-10%

 

Fosfati                                       Inorganico                   5-10%

 

Solfati                                       Inorganico                    5-10%

Professor Enric Ser (Barcellona)

Esperto in Terapia Ortomolecolare, Terapeuta con Tecniche Naturali, Biorisonanza e Tecniche Manuali.

Professore di Naturopatia. http://enric-ser.blogspot.com.es/

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